Lectio magistralis all’Università di Torino

Provera: “Il futuro dell’Europa? Sarà quello che decideranno i popoli”
L’europarlamentare in cattedra all’Università di Torino per parlare dell’istituzione europea

Invitato a tenere una lezione agli studenti della Facoltà di scienze politiche, indirizzo scienze internazionali, dell’Università di Torino, l’europarlamentare valtellinese Fiorello Provera ha parlato dell’istituzione europea tra ieri e oggi concludendo con uno sguardo a domani: “Quale sarà il futuro dell’Europa? Quello che decideranno i popoli attraverso una maggiore informazione e una maggiore coscienza politica”. Come dire che l’Unione europea diventerà ciò che noi vogliamo.

Davanti a un centinaio di studenti, Provera aveva iniziato il suo intervento, dal titolo “Verso il declino? Il progetto politico europeo in un mondo che cambia”, analizzando le tappe fondamentali che hanno condotto all’attuale Unione europea: il mercato comune, l’abolizione delle frontiere, l’istituzione dell’euro, gli allargamenti. Si era quindi soffermato sulle difficoltà attuali: declino economico con una bassa crescita, scarsa competitività, alti costi di produzione rispetto ai competitors internazionali, crisi finanziaria, indebitamento degli Stati, un quadro demografico allarmante, con l’Italia che è al 212° posto per tasso di fertilità su 226 Paesi.
Conseguenza, per Provera, dell’inadeguatezza delle politiche sociali di incentivazione familiare, dello stile di vita consumistico e della scarsa responsabilità generazionale. “Il declino è anche politico – ha spiegato Provera agli studenti – perché l’Europa prima potenza commerciale nel mondo, di fatto ha una scarsa influenza sui paesi terzi a livello internazionale, e paga l’incapacità di coordinare le azioni politiche e gli interessi degli Stati membri, sia per la politica estera che per la sicurezza, al di là degli aspetti economico-finanziari e sociali e di rispetto dei diritti”.
L’europarlamentare si è soffermato anche sul declino della fiducia dei cittadini europei, sempre più critici nei confronti dell’Unione europea che viene vista come un fardello per l’eccessiva burocrazia, per i costi aggiuntivi alle imprese, per l’invasività nella vita del cittadino, anzichè come un problem solver, come in passato. “Eppure – ha evidenziato – sono molti gli aspetti positivi: mercato comune, crescita economica, libertà di circolazione e, soprattutto, uno straordinario periodo di pace e la scoperta di interessi comuni tra i popoli d’Europa”.